C’è un angolo speciale dei nostri Colli Euganei dove le pietre sembrano avere un’anima. Se vi è capitato di passeggiare lungo il Sentiero delle Facce, sapete di cosa parlo: tra il muschio e le fronde compaiono sguardi enigmatici e profili che sembrano nati insieme alla montagna. Dietro questa magia c’è la mano e la sensibilità di un nostro concittadino, Alfredo Barbiero, che ha trasformato un sentiero boscoso in un’esperienza che unisce natura e introspezione.


Il Sentiero delle Facce: dove la roccia prende vita
Il “Sentiero delle Facce” non è una semplice esposizione all’aperto, ma un dialogo continuo tra l’artista e il paesaggio. Alfredo lavora direttamente sul posto, senza staccare i massi dal terreno. Le sue sculture sono bassorilievi antropomorfi che emergono dalla trachite vulcanica, la pietra dura e tipica delle nostre zone.
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L’ispirazione naturale: Alfredo non impone una forma alla pietra. Osserva una crepa, una venatura o un’ombra naturale e vi scorge un volto. Il suo lavoro consiste nel “liberare” quell’immagine con minimi interventi.
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Emozioni scolpite: Gli sguardi delle sue figure sono penetranti e allungati. Trasmettono serenità, una lieve malinconia o una saggezza antica che incuriosisce gli adulti e diverte i bambini.
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Integrazione ambientale: Le opere non disturbano il bosco, ma ne diventano parte. Con il tempo, muschi e licheni ricoprono i volti, rendendo ogni scultura un pezzo unico e vivo che cambia con le stagioni.
Alfredo Barbiero: l’artista “scalpellino” di Cervarese
Ma chi è l’uomo dietro questi volti? Alfredo Barbiero vive a Cervarese Santa Croce, proprio dove la pianura si appoggia ai piedi del Parco dei Colli Euganei. È un artista che lavora per passione, con una padronanza tecnica che richiama gli antichi mestieri.
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Metodi tradizionali: Alfredo non usa macchinari moderni. Il suo è un lavoro di braccia e precisione. Utilizza gli strumenti classici dello scalpellino: la broccatura con martelli a punta per asportare il grosso della roccia e gli scalpelli per modellare i dettagli più fini, come gli occhi e le bocche.
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Un legame viscerale con il territorio: La sua scelta di lavorare la trachite euganea non è casuale. È la pietra della nostra terra: difficile da domare, ma capace di regalare finiture precise se trattata con rispetto.
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Un approccio umile: Nonostante la bellezza delle sue opere, Alfredo mantiene un profilo schietto e manuale. Si occupa personalmente della cura delle sculture lungo il sentiero, quasi fosse il custode silenzioso di questo museo a cielo aperto.
Come raggiungere il Sentiero delle Facce da Cervarese
Se volete andare a vedere di persona il lavoro di Alfredo, il sentiero si trova a brevissima distanza da Cervarese Santa Croce. Ecco le indicazioni pratiche:
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Punto di partenza: Il sentiero principale (ufficialmente parte del sentiero R2 del Gruppo San Giorgio) si raggiunge facilmente salendo verso Rovolon.
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Accesso da Via Bettone: Da Cervarese, prendete la direzione per Rovolon. Uno degli accessi più comodi è da Via Bettone. Potete lasciare l’auto nel piccolo parcheggio che si trova poco prima dell’Azienda Vitivinicola “Le Querce”. Da lì, i cartelli indicano chiaramente il percorso.
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Accesso dalla Chiesa di Rovolon: In alternativa, potete partire dal piazzale della Chiesa di San Giorgio a Rovolon. È una passeggiata ad anello di circa 6-7 km, adatta a tutti, che corre lungo il versante nord del Monte Grande.
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Consiglio: Portatevi degli scarponcini comodi. Il bello del sentiero è proprio “scovare” i volti tra gli alberi: alcuni sono evidenti, altri richiedono un occhio più attento, proprio come quello di Alfredo.
Indicazioni e mappa la trovate qui.
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