Oreste Furlan, di Cervarese, ci parla del Corniolo: Storia di un legno leggendario e delle sue proprietà officinali.
Corniolo: il primo fiore giallo dei Colli Euganei e Colli Berici. Proprietà e curiosità




Durante una passeggiata primaverile sui nostri Colli Euganei o sui vicini Colli Berici di fine febbraio-inizio marzo è facile imbattersi in un arbusto o piccolo albero che si fa notare per il suo colore giallo.
È il corniolo (Cornus mas) “cornolaro” che proprio a fine inverno copre i suoi rami di fiori riuniti in piccole ombrelle di colore giallo che spiccano in mezzo al bosco ancora spoglio. I fiori fanno la loro comparsa ancor prima dell’emissione delle foglie che spuntano più tardi e che si riconoscono facilmente per la loro forma ellittica a margine liscio con tre-cinque nervature che corrono parallele per convergere verso l’apice. Non è molto comune e lo possiamo incontrare qua e là nel bosco, ma probabilmente era presente anche nella campagna quando era molto ricca di filari di siepi miste tra un campo e l’altro, siepi ormai scomparse per far posto ai grossi trattori d’oggi.
Il corniolo cresce in modo lento e irregolare ed assume un aspetto spesso contorto e molto ramificato con una corteccia chiara e sottile a screpolature arrossate; queste caratteristiche lo rendono adatto ad essere usato anche come pianta ornamentale nel giardino.
Ha un legno molto duro, tenace e compatto, adatto per la costruzione di attrezzi agricoli indistruttibili. Nel passato era usato per la fabbricazione di pezzi di macchine soggetti a forte usura, per esempio raggi e denti da ruota, e per lavori di tornio.
Una curiosità: pare che la sarissa, cioè la picca usata dalla falange macedone, fosse fatta in legno di corniolo.
In estate, sui suoi rami, maturano le corniole che sono drupe bislunghe e carnose di color rosso lucido poco più grosse di una ciliegia e che contengono un nocciolo allungato. Di sapore acidulo, ad inizio maturazione, diventano col tempo più dolci e sono adatte per fare delle buonissime marmellate, rinfrescanti e debolmente astringenti.
Fin dall’antichità sono state riconosciute proprietà medicinali del corniolo tanto che nel medioevo Santa Ildegarda vantava le virtù terapeutiche della pianta che i monaci benedettini, coltivavano nei giardini dei loro conventi, avendone riconosciuto le proprietà febbrifughe, astringenti e antidiarroiche.
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