La primavera è ormai partita e le fioriture si susseguono una dietro l’altra. I fiori li incontriamo camminando lungo l’argine o anche lungo un fosso o nelle capezzagne dei campi o ancora nell’erba del giardino di casa se non la tagliamo troppo frequentemente (cosa per me consigliabile: lasciamo il tappeto inglese agli inglesi e teniamoci il prato fiorito italiano).
Vi metto qui la descrizione e le foto di alcune tra le specie più comuni che arricchiscono la nostra primavera di colore. Conoscerle ci permette di vedere il prato fiorito con un occhio più consapevole, amarlo e rispettarlo come fosse un nostro amico.















Oceti de’ a Madona (Veronica comune) è una delle prime fioriture primaverili che troviamo un po’ dappertutto e che prosegue fino a metà aprile. In passato era molto usata in erboristeria e le venivano riconosciute notevoli virtù terapeutiche, ma col tempo il suo ruolo è stato molto ridimensionato. Rimane una validissima base nella preparazione di una tisana rinfrescante.
Erba de san Lorenso (Ajuga reptans) diffusa a macchie lungo i bordi del campo, ai margini dei fossi lungo gli argini è piuttosto invasiva moltiplicandosi con stoloni. La medicina popolare usava questa pianta come cicatrizzante.
Tarassaco “pissacan” (Taraxacum officinalis) una delle piante più diffuse nei coltivi costituisce una delle verdure selvatiche più conosciute da raccogliere a fine inverno quando le foglie a rosetta sono ancora senza fiore. Se giovane e fresca può essere consumata cruda, ma più spesso cotta e saltata in padella con uno spicchio di aglio. I boccioli fiorali, messi sotto aceto, sostituiscono senza rimpianto i capperi. Ampie sono le proprietà medicinali soprattutto della radice che, raccolta a settembre, essiccata, tostata e macinata è un sostitutivo del caffè. Visitatissima dalle api che arricchiscono di un simpatico ronzare un prato ricco di fiori gialli di tarassaco, è base di un ottimo miele monoflorale. Curioso il fatto che i fiori si aprano di mattina e si chiudano col proseguire della giornata per cui un prato giallo al mattino verso sera è verde.
Pratolina, margheritina (Bellis perennis) costituisce delle vaste macchie di piccoli fiori bianchi o leggermente rosati. Ha una rosetta di foglie basali molto appressate al suolo che la rendono resistente sia al brucamento di animali sia al taglio del tagliaerba per cui riesce anche dopo il taglio ad emettere nuovi fiori.
Celidonio (Chelidonium majus) cresce in luoghi appartati e parzialmente ombreggiati, lungo i muri. Fiorisce a lungo dalla primavera all’estate. Contiene un latice di color arancio (basta spezzare il fusto per vederlo in piccole goccioline) che può essere usato per bruciare i porri (da ciò il suo nome “erba da pòri”)